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BARCINO, BARCHINONA, BARCELONA – Vetrina 2

12 Maestro di Cardona Dipinti murali di Sant Salvador de Polinyà Polinyà. Circa 1122 Affresco Proviene dalla chiesa parrocchiale di Sant Salvador de Polinyà MDB 401, 402, 403, 404, 405 e 680 La chiesa parrocchiale di Sant Salvador de Polinyà fu consacrata dal vescovo san Oleguer nel 1122, e così furono inaugurate anche le sue pitture murali. La pittura murale romanica acquisisce grande qualità e popolarità in Catalogna, soprattutto alla fine dell’XI secolo e nella prima metà del XII secolo. Il valore del simbolo, la geometrizzazione delle forme, l’antinaturalismo nelle figure nonché l’esuberanza ornamentale sono tratti caratteristici di questo stile romanico. 13 Candeliere Catalogna. XV secolo Ferro battuto laminato MDB 421 14 Candeliere Catalogna. Metà del XV secolo Ferro battuto laminato e rivettato Proviene dalla chiesa parrocchiale di Collbató MDB 422 Di solito gli altari erano illuminati con candelieri che reggevano candele accese. Nel cristianesimo, la luce è uno dei simboli più potenti per riferirsi al Cristo resuscitato, che è presente sull’altare nel pane e nel vino. Ecco perché questi candelieri, magnifiche opere di forgiatura, assumono un ruolo importante nella distribuzione del presbiterio. 15 Madonna Catalogna. Seconda metà del XII secolo Scultura in legno policromo a tempera MDB 259 16

BARCINO, BARCHINONA, BARCELONA – Vetrina 1

1 Frammenti scultorei Barcellona I-II secolo d.C Pietra di Montjuïc Provengono dal riempimento della torre romana numero 6. Seconda metà del III sec. dC MDB 1718 e 1719 2 Joan da Genova e Arnau da Camprodon Scrigno reliquiario di San Cucufate Barcellona 1312 Argento sbalzato, cesellato e in parte dorato su legno Proviene dalla chiesa parrocchiale di Sant Cugat del Rec (Barcellona), e originariamente del Monastero di Sant Cugat del Vallès MDB 679 Secondo la tradizione, alla fine del III secolo Cucufate, originario del Nord Africa, predicò a Barcellona, dove morì martire già nel IV secolo, durante la persecuzione di Diocleziano, probabilmente nella parte orientale delle mura di Barcellona, nel luogo dove si trovava la chiesa di Sant Cugat del Rec. Le sue spoglie furono trasferite durante l’invasione musulmana a Saint Denis di Parigi, per poi tornare in Catalogna, ma non a Barcellona, ma al monastero che gli era stato dedicato nell’attuale città di Sant Cugat del Vallès, il romano Castrum Octavianum. Le sue reliquie sono attualmente venerate a Santa Maria del Mar a Barcellona. I piatti d’argento nello scrigno rappresentano la vita, i miracoli e il martirio di San Cucufate. 3 San Paciano, scompartimento di pala d’altare Barcellona. Circa

BARCINO, BARCHINONA, BARCELONA – Pannello 2

Ritorno alle origini e rinnovazione spirituale. Il romanico (XI-XII secoli) Durante tutto il Medioevo, lo spirito di riforma sorgeva spesso in messo di una Chiesa troppo agiata ai poteri temporali. L’abate e vescovo Oliba fu protagonista all’inizio del XI secolo, con la contessa Ermesinda di Barcellona, di un movimento di rinnovazione che culminò con la ristorazione materiale e spirituale della canonica di Barcellona e la fondazione di una mensa per i poveri, che diventerà la Pia Almoina (“pia elemosina”). Alla fine di questo secolo la riforma gregoriana cercava un ritorno alle origini del cristianesimo e una profonda rinnovazione spirituale della Chiesa per porre fine agli abusi dei signori feudali e la simonia. Il vescovo e santo Oleguer ebbe un ruolo chiave e una grande influenza, anche politica come consigliere della casa del conte. I conti di Barcellona, indipendenti già de facto dal regno franco, ruppero la dipendenza dei vescovati catalani dall’arcivescovado di Narbona, recuperando la sede metropolitana di Tarragona. Sant’Oleguer fu nominato arcivescovo di Tarragona l’anno 1131 e ne cominciò la ripopolazione e ricostruzione. La parrocchia, referente culturale, sociale e spirituale Dal XI secolo, la parrocchia diventò un’istituzione di vitale importanza, dal punto di vista sociale come dall’amministrazione ecclesiastica. Unità

BARCINO, BARCHINONA, BARCELONA – Pannello1

Tarda antichità (IV-VII secoli) A metà IV secolo Barcellona ha già una comunità cristiana ben organizzata e strutturata, con una cattedrale e il suo battistero. Dopo un periodo di persecuzioni, l’imperatore Costantino tollerò il cristianesimo (313), e alla fine Teodosio lo convertì nella religione ufficiale dell’Impero (380). Da quel momento in poi, la figura del vescovo prese peso, in modo tale da esercitare reali funzioni di governo. Il 450 nacque una nuova diocesi del territorio di Barcellona: Egara (Terrassa), formata dal territorio dell’attuale Vallès e forse di parte del Baix Llobregat. Il suo complesso episcopale è stato in gran parte conservato ed è uno dei migliori esempi di architettura del V e il VI secolo della Mediterranea occidentale. Quando cadde l’Impero Romano d’Occidente (476), Barcellona divenne parte del regno visigoto, di cui fu capitale in due occasioni, nel V e il VI secolo. E poiché i visigoti professavano l’arianesimo (una variante del cristianesimo che non era in comunione con Roma), fu eretta una nuova cattedrale nel posto dell’attuale basilica dei santi martiri Giusto e Pastore. Conquiste e frontiera (VIII-X secoli) Della Barcellona del VIII secolo ci sono pervenute poche informazioni: una volta conquistata dagli arabi entra a far parte di

BARCINO, BARCHINONA, BARCELONA

BARCINO, BARCHINONA, BARCELONA Una città, un vescovo, un territorio Alla fine del III secolo, l’imperatore Diocleziano fece una nuova distribuzione territoriale dell’Impero Romano: da quel momento sarà diviso in due demarcazioni, l’Orientale e l’Occidentale, e ciascuna di queste in diocesi e provincie. Da questa divisione territoriale, la Chiesa è stata configurata e distribuita in tutto l’Impero, anche qui, nella Tarraconense, dove il capoluogo di provincia sarà Tarragona (Tarraco) e ci saranno qualche diocesi -sedi episcopali- che nasceranno successivamente, come Barcino nel IV secolo ed Egara nel V secolo. La suddetta organizzazione territoriale -con qualche piccole modifiche- fu mantenuta fino al 15 di luglio di 2004, momento in cui Papa Giovanni Paolo II ha eretto due nuove diocesi: Sant Feliu de Llobregat e Terrassa, trasformando Barcellona in sede metropolitana e queste due nelle sue suffraganee. Le parrocchie La parrocchia è un’istituzione fondamentale nella storia della Chiesa e nella storia della cultura stessa, perché nel corso dei secoli ha plasmato il territorio, i villaggi e la loro gente come li conosciamo oggi. Grazie alle peculiarità di ognuna zona, la mappa di parrocchie dell’antica diocesi di Barcellona costituisce un ricco mosaico geografico, umano e culturale, un buon esempio di cui possiamo vedere nel

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